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mercoledì 30 marzo 2011

Alla scoperta di Tallin - L'antica capitale dell'Estonia


Tallinn è la capitale dell’Estonia, è situata sulla costa del golfo di Finlandia, nel Mar Baltico.
Fu fondata come fortezza nel 1219 da Valdemaro II re di Danimarca, aderì alla Lega anseatica nel 1285, divenendo un importante centro commerciale.

Ceduta nel 1346 ai cavalieri teutonici, fu acquisita nel 1561 dalla Svezia e conquistata nel 1710 dalla Russia, che ne fece la base navale della flotta del Baltico. Nel 1919 fu eretta a capitale dello stato indipendente dell'Estonia e dal 1940, quando il paese fu annesso dall'URSS continuò a ricoprire il ruolo di capitale della Repubblica socialista sovietica Estone fino al 1991, quando l'Estonia riacquistò l'indipendenza.

La città si divide in parti distinte: quella alta, sul colle di Toompea, dominata da un'antica fortezza del XIII-XIV secolo; la parte bassa, medievale, circondata da mura; e infine i recenti quartieri residenziali della zona periferica.
Nella parte bassa si trova il Municipio in stile gotico del XIV secolo. Nei dintorni del Municipio si i può anche ammirare una farmacia datata del XV secolo. Questa farmacia è la più antica d’Europa che sia ancora in attività.
Tallinn conta di numerose chiese di influenza gotica come la chiesa dello Santo Spirito, la chiesa di san Nicola e la Chiesa di Sant’ Olav. Chiesa di Sant'Olav.
Questa chiesa per quasi un secolo, dal 1549 al 1625 è stato l'edificio più alto del mondo.
La Chiesa del Duomo si differenzia per lo stile barocco, mentre la cattedrale ortodossa Alexander Nevsky ha uno stile moscovita.

martedì 29 marzo 2011

La strada non presa – Poesia di Robert Frost

 
La strada non presa

Divergevano due strade in un bosco
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finchè potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benché, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,

Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.

lunedì 28 marzo 2011

Proverbi Giapponesi - Il sorriso è la forza della tua vita...


Il tuo sorriso è la forza della tua vita.

Chi corre dietro a due lepri non ne prende nemmeno una.

L'amore è come una pianta rampicante, che muore se non ha nulla cui aggrapparsi.

Anche le scimmie a volte cadono dagli alberi.

La forza di volontà attraversa anche le rocce.

L'acqua versata non torna piu' al vassoio.

Guarda gli errori degli altri e correggi i tuoi.

L'unghia che sporge troppo si spezza.

Anche un coniglio se stuzzicato per 7 giorni morde.

Se troppo s’indugia a decidere, ci si addormenta.

Il bel tempo arriva a colui che sa attendere.

sabato 26 marzo 2011

Wafaa Bilal - La Webcam come Terzo Occhio


Wafaa Bilal è un estroso artista di origini irachene che insegna fotografia al Tisch School of the Arts di New York.
Bilal si è fatto impiantare nella nuca una videocamera: da allora l’apparecchio scatta una fotografia ogni minuto e la invia in tempo reale al sito www.3rdi.me.

La cam è collegata tramite USB a un mini laptop che Wafaa porta con sè. Un telefono cellulare con connessione 3G permette l’invio e la pubblicazione delle immagini in tempo reale sul web.
L’esperimento sarebbe dovuto durare un anno, ma il 4 febbraio scorso una crisi di rigetto ha costretto i medici a rimuovere uno dei tre fermi in titanio ancorati al cranio che gli procuravano dolori.

L’artista è però determinato a portare a termine la sua prova, legandosi questa volta la webcam sul retro della testa.
L’obiettivo del suo esperimento rimane quello di far capire quanto sia difficile tramutare in immagini una materia impalpabile come quella che il nostro cervello produce continuamente.

“The 3rd I” è il titolo della mostra che ne scaturirà. Le foto verranno affisse e rese disponibili al pubblico del Mathaf, l’Arab Museum of Modern Art del Qatar.

giovedì 24 marzo 2011

Il mago Harry Houdini - Anniversario della nascita


Harry Houdini è il grande illusionista a cui oggi Google dedica il suo doodle in occasione del 137° anniversario della sua nascita.
Il mago più famoso del xx secolo nacque a Budapest con il nome di Ehrich Weisz il 24 marzo 1874.
La famiglia emigrò negli Stati Uniti quando Ehrich aveva due anni. La sua passione per la magia avvenne durante l'infanzia, quando suo padre lo portò ad assistere a uno spettacolo di un mago viaggiatore chiamato Dott. Lyn.

Ma fù la lettura del libro:" Le monografie di Robert Houdin "che cambiò radicalmente la sua vita.

Il successo arrivò per lui quando iniziò ad esibirsi come escapologo; scelse il nome d'arte di Harry Houdini come tributo al mago francese Jean Eugène Robert-Houdin e riuscì nel 1913 a farlo diventare il suo nome legale.
Nei primi vent'anni del XX secolo Houdini si esibì con grande successo in tutti gli Stati Uniti.
Era capace di liberarsi da manette, catene, corde e camicie di forza, spesso penzolando da una corda o immerso nell'acqua e sotto gli occhi del pubblico. Riusciva grazie alla sua grande preparazione fisica ad eseguire queste fughe anche in apnea,immerso nell'acqua chiuso in cassoni sigillati.
Nel 1913 presentò quello che per molti è il suo numero più famoso, la cella della tortura cinese dell'acqua, in cui rimaneva sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d'acqua e chiusa a chiave.

Si interessò anche di spiritualismo delle frodi dei medium dell'epoca. Divenne un membro del comitato di Scientific American che offriva un premio in denaro a chiunque avesse saputo dimostrare di possedere capacità soprannaturali.
Houdini iniziò a frequentare sedute spiritiche in incognito, accompagnato da un reporter e da un ufficiale di polizia. La più famosa medium che cercò di smascherare fu Mina Crandon, Houdini seppe riprodurre e svelò i trucchi delle sedute della Crandon.

martedì 22 marzo 2011

La leggenda dell'Acchiappasogni - Indiani d'America


L'acchiappasogni ( Dream catcher) è uno strumento che richiama ancestrali usanze degli Indiani Nord Americani.
Gli acchiappa-sogni vengono da un' antica tradizione indiana, precisamente, dalla tribù Ojibway (ma anche nelle tribù Cheyenne e Lakota che vivevano in luoghi molto vicini tra loro negli stati del Wyoming e Dakota).

L'acchiappasogni serviva ad allontanare i brutti sogni o i sogni che  non aiutavano la crescita personale e spirituale del possessore. Veniva donato alla nascita ad ogni bambino, che lo conservava per tutta la vita.
L'acchiappasogni è composto da un cerchio esterno in legno flessibile che rappresenta il ciclo della vita e l'universo, una rete per "acchiappare" i sogni .
Se si tratterà di sogni buoni il Dream-Catcher li affiderà al filo di perline (le forze della natura) che li farà avverare, se li giudicherà cattivi li consegnerà alle piume di uccello e li farà portare via disperdendoli nei cieli.

La leggenda secondo i nativi americani narra di una bambina indiana di nome Nuvola Fresca che un giorno racconto impaurita a sua madre, Ultimo sospiro della sera, gli incubi e le visioni che la notte faceva.
Ultimo sospiro della sera, tentò di rassicurare Nuvola Fresca spiegandole che quelli che vedeva si chiamavano Sogni ma la bambina voleva vedere soltanto quelli buoni.
Allora la madre invento una rete tonda per pescare i sogni del Lago della Notte.
Al centro della rete intrecciata mise un piccolo sasso come catalizzatore e intorno ad esso una goccia d'argento, un pezzo di turchese (come significato del desiderio) e un dente di animale forte (simbolo di protezione), infine code di animali e piume di uccelli furono legati all'estremo inferiore della rete.

lunedì 21 marzo 2011

Federico Garcia Lorca - Canzone Primaverile Poesia


Poesia di Garcia Lorca sulla Primavera

Canzone Primaverile

Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!

Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.

Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
di semi di teschi.

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