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lunedì 8 agosto 2011

Il Ramadan - Il digiuno dell'Islam


Il Ramadan (arabo: رمضان, ramaān) è il nono mese dell'anno del calendario lunare musulmano.

Durante il Ramadan il digiuno comincia ogni giorno all'alba e finisce al tramonto.
In questo lasso di tempo i musulmani non possono mangiare, bere, fumare e avere rapporti sessuali. Coloro che per motivi di malattia non possono digiunare, possono anche essere sollevati dal precetto, ma appena possibile, dovranno recuperare il mese di digiuno successivo.
Il digiuno costituisce il terzo dei Cinque pilastri dell'Islam; la parola araba per digiuno (sawm) significa letteralmente " astenersi" - e ciò significa non solo astenendosi da cibo e bevande, ma da cattive azioni, pensieri e parole.
 
Durante il Ramadan, ogni parte del corpo deve essere trattenuto.
La lingua deve essere trattenuto dalle maldicenze e pettegolezzi.
Gli occhi devono trattenersi dal guardare le cose illegali.
La mano non deve toccare o prendere qualcosa che non appartiene ad esso.
Le orecchie devono astenersi da ascoltare inattivo parlare o parole oscene.
I piedi devono astenersi dall'andare in luoghi peccaminosi.

venerdì 5 agosto 2011

I Proverbi Piemontesi


A l'è mej n'amis che des parent.
Meglio un amico che dieci parenti.

A paghè com a meuire a-i-é sempre temp.
Per pagare, come per morire, c'è sempre tempo.

A-i na nija pì ant ël vin che ant l'eva.
Ne annegano più nel vino che nell'acqua.

Due fomne e n'òca a fan 'n mërcà.
Due donne ed un'oca fanno un mercato.

Chi u va a Tone, u s'bagna i pè.
Chi va a Tanaro si bagna i piedi.

A gossa a gossa as fòra la pera.
A goccia a goccia si buca la pietra.

A la seira liùn, a la matin plandrùn" Di sera leone, al mattino poltrone
A l'è mej frustè dë scarpe che 'd linseuj

A vive 'n campagna la sanità a-i guadagna.
Nel vivere in campagna, la salute si guadagna.

Fomne galin-e e òche a l'é mej avejne pòche.
Donne galline e oche è meglio averne poche

Chi cumpra tera, cumpra guera
Chi compra terra, acquista guerra

Cosa truvà l'è nen rubà
Cosa trovata non è rubata

Ël can ëd doi padron a meuir ëd fam.
Il cane di due padroni muore di fame.

Ij fieuj a son come ij dij dla man: a nasso da l'istess pare e da l'istessa mare ma a i na j'è nen un midem.
I figli sono come le dita della mano: nascono dallo stesso padre e dalla stessa madre, ma non ve n'è uno uguale all'altro.

Ij fieuj a son na cavagna 'd fastidi e ën sëstin ëd piasì.
I figli sono un canestro di fastidi ed un cestino di piaceri.

Intant che l'erba crès 'l caval a meuir
Mentre l'erba cresce, il cavallo muore

La maremadòna a s'arcòrda mai ch'a l'è dcò stàita nòra.
La suocera non si ricorda mai che è stata nuora.

La raserenà dla neuit a dura gnanca fin che l'gal a l'é cheuit
La rasserenata della notte non dura neanche fino a che il gallo è cotto.

La cativa lavandera a treuva mai la bon-a péra.
La cattiva lavandaia non trova mai la buona pietra

mercoledì 3 agosto 2011

Lili Marleen - Marlene Dietrich


Lili Marleen è una famosissima canzone tedesca, diventata famosa durante la seconda guerra mondiale.
L'attrice e cantante tedesca Marlene Dietrich, fuggita dai nazisti negli Stati Uniti, cantò la canzone per le truppe alleate e rese questa canzone famosa in tutto il mondo.

Lili Marleen fu vietata per un certo periodo da Radio Belgrad, l'emittente militare tedesca di Belgrado, ma le richieste dei soldati tedeschi di ascoltare la canzone ogni sera erano troppo insistenti e si ripresero le trasmissioni.

Lili Marleen

Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll'n wir uns da wieder seh'n
Bei der Laterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marleen.

Unsere beide Schatten
Sah'n wie einer aus
dass wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen.

martedì 2 agosto 2011

Canzone di viaggio - Poesia di Hermann Hesse


Canzone di Viaggio

Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!

Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi

per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,

finché lieto posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.

sabato 30 luglio 2011

Frida Kahlo - Viva la Vida


Frida Kahlo (Coyoacán 1907 - Città di Messico1954), é stata una grande pittrice messicana.

Nata nel 1907 da padre ebreo di origine ungherese: era un giovane immigrato in Messico divenuto un fotografo di successo.
Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite, fin dall'adolescenza manifestò uno straordinario talento artistico.
A 17 anni rimase vittima di un tragico incidente stradale che segnerà la sua vita costringendola a numerose operazioni chirurgiche.
La sua spina dorsale viene fratturata, il bacino schiacciato, il piede destro spezzato, le pelvi trapassate dal corrimano del tram, situazione che le impedirà di conoscere la maternità.

Fu costretta ad anni di riposo nel suo letto di casa col busto ingessato.
Questa forzata situazione la spinse a leggere libri sui movimenti rivoluzionari e a dipingere. Il suo primo soggetto fu un suo autoritratto che in seguito diede in dono al suo fidanzato.

La scelta dei genitori fu quella di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo tale che potesse vedersi: cosi ebbe iniziò la serie di autoritratti.
Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a recuperare la capacità di camminare.
Portò i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale, per avere una sua critica. Rivera rimase colpito dallo stile della giovane Frida tanto che la introdusse nella vita culturale messicana.
 
Un difficile matrimonio con Diego Rivera, funestato da numerosi aborti ha contribuito a dare alle sue opere una forza eccezionale.
 
Viva la Vida è stato il suo ultimo saluto. Viva la vida è anche il titolo dell'ultimo quadro: una natura morta di cocomeri.
Lo ha scritto otto giorni prima di morire (mentre stava terminando il suo ultimo dipinto).

giovedì 28 luglio 2011

Relax in rete per 2 minuti - Do Nothing For 2 Minutes


Il sito si chiama Do Nothing For 2 Minutes ovvero Non fare Nulla per 2 minuti.

L'unico obiettivo per chi vi accede è quello di rilassarsi guardando il mare ed ascoltando il suono dell’infrangersi delle onde.
 
Per raggiungere questo scopo si raccomanda ai visitatori di non toccare né il mouse, né la tastiera per 120 secondi, insomma staccarsi da Internet per almeno quel lasso di tempo.
Rilassarsi e purificarsi per almeno 2 minuti dalla frenesia e compulsività tipica della Rete.
Coloro che non riusciranno proprio a rispettare questo divieto, vedranno comparire la scritta «fail», errore.
Comunque saranno invitati a ritentare e il countdown ricomincia da capo.

mercoledì 27 luglio 2011

Ci sono quattro strade... Apache della Montagna Bianca


Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare.
La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero.
Non è la strada giusta. Rifletti un poco.

Affronti allora la seconda.
Rifletti nuovamente ma non scegli ancora.

Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta.

Così non rischierai più nulla.

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