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lunedì 6 maggio 2013

Se sapessi che oggi è l’ultima volta... Johnny Welch



Se sapessi che oggi è l’ultima volta è stata attribuita impropriamente allo scrittore colombiano Gabriel García Márquez.

In realtà questo poema fa parte del libro Lo Que Me Ha Enseñado la Vida" (Quello che mi ha insegnato la vita) dall'artista messicano Johnny Welch.

La Marioneta

Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stracci e
mi regalasse un tozzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,
però, in definitiva penserei comunque tutto ciò che dico.
Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per ciò che significano.
Dormirei poco, farei correre di più la voce, capisco ora che per ogni
minuto in cui chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Proseguirei dove gli altri si fermano, mi alzerei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano, e come gusterei un buon gelato di
cioccolato.

Se Dio mi ossequiasse di un tozzo di vita, vestirei semplicemente, mi
butterei sotto il sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo ma anche
la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul
ghiaccio, e attenderei che sparisca il sole.
Disegnerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle un poema di Benedetti,
ed una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.

Bagnerei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro
spine, ed il rosso bacio dei loro petali ...
Dio mio, se io avessi un tozzo di vita .... non lascerei passare nemmeno un
istante senza dire alla gente che amo, che l'amo.
Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei favoriti e vivrei innamorato
dell'amore.
Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano: smettono di innamorarsi quando
invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, 
ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore 
per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, 
ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce,
registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.
A un bimbo darei ali, però lascerei che da solo impari a volare. 
Ai vecchi insegnerei loro che la morte non arriva con la vecchiaia, 
ma con l'oblio.

Tante cose ho imparato da voi uomini ...
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità sta nel modo di scalare la scarpata.

6 commenti:

  1. Se, se, se...
    Magari smettere di vivere con i se e i ma e dare del nostro meglio sempre non sarebbe male.
    Un abbraccio zamposo

    RispondiElimina
  2. Paroledense di vita e di cultura!

    RispondiElimina
  3. La vita vissuta senza perderne un istante, nella consapevolezza di sé e degli altri. Una visione profonda della vita stessa, in ogni modo pedagogica.
    Curioso il fatto che il poema sia stato attribuito a Marquez.

    RispondiElimina
  4. Conosco quest’opera e anche io l'avevo attribuita a Gabriel García Márquez nel mio blog.
    Ora correggerò:-)
    Buona giornata, un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
  5. Un altra falsa attribuzione che circola in rete.
    Famoso anche il caso della poesia Lentamente muore di Martha Medeiros attribuita a Pablo Neruda!!

    Salutissimi!

    RispondiElimina
  6. Mi hai fatto sorgere un dubbio è ho controllato:-)
    A Morte Devagar (Lentamente muore) l'ho attribuita nel modo corretto:-)
    buona serata
    enrico

    RispondiElimina

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